Tesi di dottorato di ricerca e diritto d’autore
Il diritto d’autore è costituito dall’insieme dei diritti morali (a tutela della personalità dell’autore) e patrimoniali (o di utilizzazione economica dell’opera) connessi alla creazione di opere dell’ingegno, letterarie, scientifiche e artistiche, che sorgono in capo all’autore dell’opera per il solo fatto della creazione di questa, senza il bisogno di ulteriori formalità costitutive, garantendogli un potere positivo ma anche negativo.
Infatti l’autore di un’opera, oltre che rivendicarne la paternità, può sfruttarla economicamente nonché autorizzarne o vietarne l’uso, la copia e la distribuzione.
La tesi di dottorato, come quella di laurea, specializzazione o master, non è solo un documento amministrativo necessario ai fini del conseguimento del titolo universitario, ma è anche un’opera intellettuale di carattere creativo, a contenuto scientifico, pertanto è anch’essa tutelata dalla legge sul diritto d’autore.
Lo scenario tipico per la maggior parte delle istituzioni accademiche in Italia e in Europa è quello che vede il copyright dell’autore della tesi (cioè dello studente/dottorando).
Di conseguenza, l’autore (studente/dottorando) è riconosciuto come il titolare dei diritti morali ed economici dell’opera.
Nell’ambito di un dottorato di ricerca la tesi conclude un percorso di studi universitari e costituisce il sunto della ricerca sviluppata dal dottorando durante questo percorso.
Lo studente/dottorando è, ovviamente, l’autore della tesi e come tale ne ha la piena titolarità tanto dei diritti morali non trasmissibili (paternità, integrità e pubblicazione dell’opera) quanto dei diritti di utilizzazione economica o patrimoniali (distribuzione, comunicazione, riproduzione, traduzione, ecc.), che invece possono essere ceduti, in parte o in esclusiva, gratuitamente o dietro compenso.
Considerato, però, che spesso la tesi è il risultato di un processo di lavoro comune, che coinvolge più persone o enti, nella stesura dell’opera il dottorando deve prestare particolare attenzione a non ledere i diritti di altri soggetti coinvolti; per esempio, usando materiale altrui senza autorizzazione, anticipando notizie o informazioni su progetti portati avanti da enti o istituzioni. L’obbligo di rispettare i diritti altrui vale sia per la versione digitale, sia per la versione a stampa della tesi.
È dunque sempre possibile pubblicare o distribuire la tesi di dottorato attraverso molteplici canali, purché non vengano compromessi in alcun modo i diritti dei terzi.
Si ricordi, infine, che il DM 30 aprile 1999 n. 224 ha modificato il precedente art. 72 comma 6 del DPR 382/1980 (che istituisce il dottorato di ricerca e definisce le modalità per il conseguimento del titolo) ponendo in capo alle università l’obbligo di deposito legale delle tesi di dottorato presso le Biblioteche Nazionali centrali di Roma e di Firenze.
Quadro normativo:
- Legge 633/1941 sul diritto d’autore
- Legge 30/2005 sulla proprietà industriale
- D.M. n. 224 del 30/04/99 regolamento in materia di dottorato di ricerca
- Legge 21 febbraio 1980 n. 28 istituzione del dottorato di ricerca
- Il regolamento attuativo della legge sul deposito legale (Legge 15 aprile 2004, 106)
- Circolare ministeriale 20 luglio 2007 n. 1746
